L'articolo Eventi a Milano a giugno 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>MILANO RUGBY FESTIVAL
28.5-2.6
Cernusco sul Naviglio |
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FRINGEMI
fino al 6.6
sedi diffuse |
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NOTEBOOK DESIGN
gio 4.6
Bim |
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MILANO SUD FESTIVAL
4-7 giugno
Parco Ravizza |
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MILANO FILM FEST
4-9 giugno
sedi diffuse |
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ALL YOU CAN READ
gio 13.6
Piazza Villapizzone 3 (MI) |
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HEATED RIVALRY PAINT & SIP
dom 21.6
Yellowsquare |
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I-DAYS
gio 25.6
Ippodromo Snai |
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MILANO PRIDE WEEK
sab 27.6
sedi diffuse |
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Ecco alcuni eventi da non perdere a giugno a Milano, tra festival all’aperto, workshop creativi e appuntamenti perfetti per chi ama condividere! Per iniziare a tutto festival, segnatevi Milano Sud Festival Milano Film Festival, Fringemi, All You Can Read e Milano Rugby Festival, per giorni scoppiettanti all’insegna di cinema, serie TV, musica, arte, libri, sport e cibo.
Poi, a proposito di workshop, giovedì 4 giugno da Bim arriva Notebook Design, un workshop hands-on dedicato a chi ama il design e la cartoleria creativa: in appena 30 minuti potrete realizzare un quaderno rilegato a mano completamente personalizzato, scegliendo copertina, colori, pattern, pagine interne e filo di rilegatura. Un’idea simpatica da condividere con amici e famiglia.
E ancora, domenica 21 giugno da YellowSquare appuntamento con Heated Rivalry Paint & Sip: ognuno avrà la propria tela da personalizzare ispirandosi all’universo di Heated Rivalry e tra una pennellata e un drink incluso, il divertimento è assicurato. Senza dubbio, un evento pensato per chi desidera passare una serata diversa tra creatività, aperitivo e tante chiacchiere.
Infine, giovedì 25 giugno, segnatevi gli I-Days per una giornata di puro divertimento sotto palco, e il Milano Pride sabato 27 giugno, che torna a colorare le strade della città con la parata che si conclude all’Arco della Pace. Sicuramente, tutti eventi da non perdere!


PARTY LIKE A DEEJAY
5, 6 e 7 giugno
Parco Sempione |
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TECHNO KOFFIE
sab 6.6
Sam – Sampling Moods |
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SUNDAY REMEDY IN THE PARK
dom 7.6
Parco la Spezia |
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ANNA MOLLY: DABEULL DJSET+ LOVE CONNECTION
ven 12.6
Circolo Magnolia |
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ROYKSOPP DJ
gio 25.6
Triennale |
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Ecco tutte le serate per ballare a Milano a giugno 2026, tra elettronica, dj set open air e club culture diffusa in tutta la città. Per iniziare, sabato 6 giugno vi aspetta Techno Koffie da Sam – Sampling Moods, con selezioni elettroniche e vibrazioni underground fino a tardi.
Poi, dal 5 al 7 giugno torna l’immancabile appuntamento con Party Like a Deejay nella cornice di Parco Sempione: una tre giorni all’insegna di musica, divertimento, condivisione e risate. E ancora, domenica 7 giugno al Parco La Spezia si terrà Sunday Remedy in the Park: un pomeriggio all’aperto tra musica, relax e dj set immersi nel verde urbano. Mentre, venerdì 12 giugno appuntamento al Circolo Magnolia con Anna Molly: Dabeull DJ Set + Love Connection, per una notte tra funk, disco ed elettronica dalle sonorità internazionali.
Infine, giovedì 25 giugno, la Triennale ospita Royksopp DJ: un evento perfetto per chiudere il mese tra elettronica nordica, visual e atmosfere notturne. Certamente un mese caldissimo all’insegna del divertimento e della musica!


RIVERBERI FESTIVAL
sab 6.6
Mosso |
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CAMALEONTE MARKET
6,7 e 20.6
Cascina Nascosta |
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FAME MARKET
dom 7.6
Stecca 3.0 |
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WUNDER MRKT
dom 7.6
Via Bovisasca |
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MERCATINO DI BRERA
dom 21.6
Brera |
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MERCATONE DELL’ANTIQUARIATO
dom 28.6
Navigli |
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Anche questo mese abbiamo raccolto per voi una selezione di appuntamenti imperdibili tra mercatini vintage e di antiquariato sparsi per tutta la città! Per iniziare, sabato 6 giugno ci sarà il Riverberi Festival da Mosso, tra musica e tantissima creatività; nello stesso weekend tornano anche gli appuntamenti del Camaleonte Market alla Cascina Nascosta, in programma il 6, 7 e 20 giugno, perfetti per chi ama second hand, design e piccoli brand indipendenti.
E ancora, domenica 7 giugno vi aspetta una giornata densa di appuntamenti: da una parte il Fame Market alla Stecca 3.0, dall’altra il Wunder Mrkt in Via Bovisasca, entrambi all’insegna di vintage e second hand, illustrazioni, musica e street food. Poi, domenica 21 giugno, torna l’immancabile Mercatino di Brera, ideale per passeggiare tra le vie di uno dei quartieri più iconici di Milano tra oggetti curiosi, antiquariato e bancarelle senza tempo.
Per concludere, segnatevi il Mercatone dell’Antiquariato sui Navigli domenica 28 giugno: un appuntamento fisso per gli amanti del vintage, modernariato e antiquariato. Insomma, a giugno non mancheranno certamente occasioni per uscire a spulciare!


NAMELESS FESTIVAL
30.5-1.6
Lecco |
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MONZA LIVE SOUND FESTIVAL
5.6-10.7
Piazza Roma (MB) |
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BEEHIVE FESTIVAL
sab 6.6
Somma Lombardo |
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VININ OFF
sab 6.6
Corte Faggiola (PC) |
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APPUNTAMENTO IN GIARDINO
6 e 7 giugno
sedi diffuse |
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VIKINGA FEST
6 e 7 giugno
Castello Visconteo di Cusago (MI) |
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SAGRA DELLA CIPOLLA ROSSA
12-21.6
Breme (PV) |
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SAGRA DEL RAVIOLO CASALINGO DEL PLIN
12-21.6
Merana (AL) |
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BORGO DIVINO
19-21.6
Celle Ligure (SV) |
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CLAMORE FESTIVAL
20-28.6
sedi diffuse (BG) |
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SAGRA DEL PESCE FRITTO
26-28.6
Iseo (BS) |
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E anche a giugno non mancano gli appuntamenti perfetti per una gita fuori porta tra natura, buon cibo, borghi sul mare e festival bislacchi. Per iniziare, il 6 e 7 giugno torna Appuntamento in Giardino, l’iniziativa promossa dal FAI dedicata alla scoperta di alcuni tra i giardini e i parchi più belli d’Italia: un’occasione perfetta per esplorare luoghi verdi spesso chiusi al pubblico e concedersi un weekend all’insegna della natura e della tranquillità.
Sempre il 6 e 7 giugno, il Castello di Cusago – a pochi chilometri da Milano – ospita Vikinga Fest, un vero e proprio viaggio nel Medioevo scandinavo tra accampamenti storici, combattimenti, spettacoli di falconeria, musica, artigianato e naturalmente fiumi di birra.
E ancora, per chi ha voglia di mangiare e bere bene, ecco una carrellata di sagre e appuntamenti enogastronomici da segnare assolutamente! Per iniziare, sabato 6 giugno, vi aspetta il Vinin Off a Piacenza, per un giornata all’insegna di vino, divertimento, musica e cibo sfiziosissimo. Poi, dal 12 al 21 giugno torna la Sagra della Cipolla Rossa di Breme, in provincia di Pavia, per gli estimatori della cipolla in tutte le sue versioni; per concludere, segnatevi la Sagra del Raviolo Casalingo del Plin a Merana, nel cuore del Piemonte, perfetta per chi ama la cucina tradizionale e l’atmosfera di paese.
Poi, dal 19 al 21 giugno in Liguria, a Celle Ligure, torna Borgo Divino, l’evento per degustare etichette del territorio, con particolare attenzione ai vini liguri e al Vermentino, tra mare, vino e tramonti; e dal 26 al 28 giugno, a Iseo vi aspetta la Sagra del Pesce Fritto per una serata vista lago tra fritto e street food.
Per concludere, segnatevi questi quattro eventi a tema musica e arte! Si parte sabato 6 giugno con il Beehive Festival a Somma Lombardo; e ancora, dal 20 al 28 giugno, a Bergamo c’è Clamore Festival -tra concerti, performance e arte; il Nameless Festival a Lecco, dal 30 maggio all’1 giugno, a tutto live music; infine, dal 5 giugno al 10 luglio, il Monza Live Sound Festival -tra concerti e musica dal vivo– che ci intrarrà per tutta l’estate.
Ricordatevi anche di dare un occhio alla nostra sezione dedicata alle gite fuori porta: trovate molte idee utili per iniziare a organizzare i vostri weekend in modo semplice e mirato, anche solo per concedervi un pranzo fuori città e staccare un po’ dalla routine!


Infine, qui trovate la nostra selezione di mostre da visitare a giugno a Milano. Buoni giretti!
L'articolo Eventi a Milano a giugno 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo 5 mostre a Milano a giugno 2026 da visitare assolutamente sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Questo mese vi portiamo in zona Lambrate per le personali di un’artista argentina che non si fa certo scrupoli a utilizzare con spavalderia il colore e di un artista italiano che riflette sul rapporto uomo/ambiente; in zona Solari per una collettiva che riflette sul concetto di rivolta; in Bicocca per la retrospettiva di un artista cosmopolita che invita il pubblico a interagire con le sue opere architettoniche e, infine, nel Quadrilatero del Silenzio per ammirare disegni e arredi di un grande architetto milanese. Buona lettura!
ArtNoble Gallery | fino al 30 giugno 2026
ingresso: libero


Classe 91, l’artista argentina Amparo Viau espone per la prima volta una sua personale in Europa, e lo fa negli spazi della galleria d’arte ArtNoble, in zona Lambrate. A caratterizzare il lavoro di Viau sono fondamentalmente due aspetti: un utilizzo spregiudicato ed estremamente audace del colore e una precisione anatomica che rimanda alla tradizione figurativa rinascimentale.
In mostra, da un unico foglio di carta lungo 40 metri emergono una serie di corpi avvinghiati in pose inverosimili, circondati da fiori, tessuti e uccelli; il tutto colorato attraverso stesure piene e pastose di pastelli e gessi. Il percorso del disegno comincia da sottili variazioni di toni carne, per poi proseguire con un tripudio di vitalità espressiva segnato da contrasti cromatici radicali e infine concludersi in una zona ad alta drammaticità, in cui sono il nero e varie tonalità di rosso a essere protagonisti.
Nell’ultima sala, inoltre, per la prima volta Viau “libera” alcune figure, lasciandole acquisire individualità e vita propria, strappandone i bordi. Alcuni potrebbero definire “kitsch”, il risultato ottenuto: a noi, al contrario, è piaciuto proprio tanto.
Francesca Minini | fino al 30 giugno 2026
ingresso: libero


Rimaniamo in zona Lambrate anche per la seconda delle mostre a Milano a giugno 2026 che vi consigliamo di visitare. La galleria Francesca Minini ha infatti di recente inaugurato una personale dell’artista siciliano Francesco Simeti (1968), che riunisce una serie di lavori in cui memoria personale, immaginario infantile, cultura popolare e riflessioni sul rapporto uomo/ambiente si intrecciano.
Tutti giù per terra si sviluppa a partire dalla ricerca avviata in occasione della Cheongju Craft Biennale in Corea, incentrata sulle tecnologie contemporanee utilizzate per estrarre intensivamente risorse naturali. Sono difatti le macchine forestali utilizzate per abbattere, sradicare e scorticare gli alberi a ispirare il progetto. Non a caso alcune delle sculture esposte – costruite con pietre scolpite, materiali di recupero e frammenti metallici – ne ricordano altre realizzate dall’artista in giovane età, quando frequentava l’azienda agricola di famiglia ad Alcamo. Ma anche nell’arazzo esposto nella seconda sala natura e macchine coesistono.
La catastrofe ecologica è imminente? Simeti se lo domanda ma preferisce non mostrarcela direttamente, optando per una rappresentazione in cui sono figure ibride, seducenti e al contempo un po’ inquietanti, a suggerirla.
Matta | fino al 12 settembre 2026
ingresso: libero


Un’altra mostra molto interessante da visitare a giugno 2026 (ma proseguirà fino a metà a settembre) è quella in corso presso una galleria d’arte di cui non vi abbiamo ancora mai parlato: Matta, in zona Solari. Curata da Niccolò Gravina questa complessa collettiva è frutto di un percorso durato più di due anni e racconta la rivolta come linguaggio politico persistente, che torna nel tempo.
Entrando nello spazio espositivo ci si ritrova davanti a una barricata concepita dallo studio di architettura Sabotage Practice, che delimita al suo interno i lavori degli artisti coinvolti. All’esterno si trova solo il video-saggio di Bernardette Corporation intitolato “Get Rid of Yourself” (2003); premessa e fonte di ispirazione da cui ha preso il via il progetto, che mescola filmati delle rivolte avvenute a Genova durante il G8 nel 2001 e performance di Chloë Sevigny e membri del gruppo anarchico Black Bloc. All’interno, invece, sculture, video-installazioni, opere tessili e fotografiche di artisti internazionali – Ivan Cheng, Tony Cokes, Satoshi Fujiwara, Hannah Quinlan & Rosie Hastings, Tiffany Sia, Sung Tieu, Hannah Black – e dell’italiano Alessandro Di Pietro.
A essere messa principalmente in discussione? La narrazione mediatica che riduce le sommosse a mere esplosioni di violenza, ignorando come la rottura dell’ordine sia spesso l’unico strumento efficace per immaginare nuovi scenari sociali.
Pirelli Hangar Bicocca | fino al 26 luglio 2026
ingresso: libero


Passiamo ora a una mostra più da esperire, che da vedere. The House That Jack Built (il titolo richiama una filastrocca inglese del XVIII secolo) è la più ampia retrospettiva mai dedicata alla pratica spaziale e al rapporto con l’architettura presente nell’opera dell’artista Rirkrit Tiravanjia (1961), nato a Buenos Aires ma cresciuto tra Thailandia, Etiopia e Canada (il padre era un diplomatico) e attualmente basato tra New York, Berlino e Chang Mai. Per questo i suoi progetti mettono in dialogo esperienze locali e dinamiche globali, interrogandosi sul modo in cui i luoghi vengono vissuti, rappresentati e immaginati.
Caratteristica fondamentale del lavoro di Tiravanjia è la costruzione di situazioni che prevedono il coinvolgimento del pubblico e l’interazione con le opere. Nel caso di questa specifica esposizione, l’artista ha prodotto opere architettoniche in cui i visitatori possono avere occasioni di incontro legate a esperienze di svago, riposo, cura e convivialità, a cui si accede compiendo un tragitto libero all’interno di un labirinto in tessuto arancione (che si rifà al colore degli abiti tradizionali dei monaci buddhisti).
Alcuni esempi? L’installazione composta da due modelli di case pensate per far giocare i più piccoli, lasciandoli liberi di colorare sulle pareti e di reinterpretare lo spazio in totale libertà (gli adulti sono ammessi solo come accompagnatori) o la struttura pensata per il gioco di adulti e bambini, dotata di biliardino, dama, scacchi, domino e il mitico jenga (di cui siamo grandi fan, tant’è che non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di farci una partita). C’e poi una tenda in tessuto arancione in cui si può sostare, sedere a un tavolino e prepararsi un tè, e ancora un parallelepipedo in legno aperto frontalmente, contenente una serie di strumenti musicali, casse e amplificatori messi a disposizione del pubblico, che può decidere di avviare una jam session. Gratuita, originale, adatta a grandi e piccini: per noi assolutamente da visitare!
Villa Necchi Campiglio | fino al 18 ottobre 2026
ingresso: intero 15€; ridotto 9€


L’unica a pagamento tra le mostre a Milano a giugno 2026 che vi consigliamo di visitare, è invece dedicata al grandissimo architetto milanese Piero Portaluppi ed è in corso presso una delle dimore che egli stesso progettò: Villa Necchi Campiglio. Orfana di una sede, ora che la Casa degli Atellani è stata venduta alla famiglia Arnault, la Fondazione Piero Portaluppi ha conferito al FAI il suo intero patrimonio, ora custodito proprio all’interno dell’incantevole casa-museo che sorge in pieno Quadrilatero del Silenzio.
La visita alla villa, dunque, si arricchisce di un nuovo percorso: tre sale con esposizione permanente di arredi e disegni di Portaluppi e, ogni anno, una nuova mostra temporanea. La prima vede esposti 44 disegni originali. Non solo progetti per palazzi istituzionali, centrali elettriche e casa private, ma anche ironiche caricature risalenti agli anni della formazione al Politecnico e disegni di edifici futuribili, mai effettivamente realizzati. A noi – che amiamo molto lo stile di Portaluppi – è piaciuta davvero tanto; e poi è sempre un piacere passeggiare per le stanze di questa affascinante dimora storica.
Triennale fino al 4 ottobre 2026
Museo Bagatti Valsecchi fino al 2 agosto 2026
Palazzo Reale fino al 14 giugno 2026
Palazzo Reale fino al 27 settembre 2026
Palazzo Reale | Museo del Novecento fino al 21 giugno 2026
Fondazione Prada fino al 9 novembre 2026
Palazzo Citterio fino al 26 luglio 2026
Pirelli Hangar Bicocca fino al 19 luglio 2026
PAC fino al 7 giugno 2026
Istituto Svizzero fino al 4 luglio 2026
Gió Marconi fino al 24 luglio 2026
Fondazione Vico Magistretti fino al 25 febbraio 2027
Antonini / Palazzo Borromeo fino al 30 giugno 2026
M77 fino al 12 settembre 2026
Gió Marconi fino al 24 luglio 2026
Kaufmann Repetto fino a settembre 2026
Museo Diocesano fino al 18 ottobre 2026
Fondazione Galleria Milano fino al 27 giugno 2026
Casa della Memoria fino al 13 settembre 2026
Galleria Monica De Cardenas fino al 30 luglio 2026
Gallerie d’Italia fino al 18 ottobre 2026
A Arte Invernizzi fino al 17 luglio 2026
Fondazione Achille Castiglioni fino al 16 febbraio 2027
GAM fino al 28 giugno 2026
French Place fino al 28 giugno 2026
Osart Gallery fino al 27 giugno 2026
Ica fino 10 luglio 2026
Palazzo Morando fino al 27 settembre 2026
Fondazione Prada fino al 28 settembre 2026
The Flat Massimo Carasi (nuova sede!) fino al 9 giugno 2026
Galleria Giovanni Bonelli (nuova sede!) fino al 13 giugno 2026
Lia Rumma fino al 24 luglio 2026
Triennale fino al 6 settembre 2026Sei appassionato di arte e cultura? Dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata!
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Rosignano Monferrato (Alessandria)
€€


Da meno di un anno, tra le colline del bel borgo medievale di Rosignano Monferrato, un team giovane e appassionato (di cucina e buon vino, ovviamente, ma anche d’arte), ha aperto un ristorante strepitoso aperto dal giovedì sera fino alle 17 della domenica, giorno in cui viene proposta anche la formula brunch.
Il menu proposto da Giacomo Beretta – chef e co-fondatore di Casa Cassano – è costruito a partire da materie prime eccellenti e a filiera corta, cambia abbastanza di sovente e propone piatti bilanciati, presentati con cura. Noi abbiamo amato il fungo freddo con julienne di topinambur sott’aceto e siero affumicato; così come lo stupefacente “risotto” di cavolo rapa al burro nocciola e brus, castelmagno, tatsoi (una specie di spinacio) crudo e kosho. E che dire delle pappardelle al burro, limone e salsa XO di salumi? Da leccarsi i baffi. In generale abbiamo trovato particolarmente riusciti soprattutto i piatti vegetariani: anche il radicchio alla brace con salsa aggrumata, scalogno fritto e piada sfogliata al miso, infatti, ce lo ricorderemo a lungo.
Interessante anche la carta dei vini, dalla quale abbiamo scelto una bottiglia di Pork Soda, vino bianco frizzante prodotto nella Valle della Loira da Julien Pineau. La verità è che, anche volendoci metterei dell’impegno, non abbiamo trovato nemmeno un difetto a questa giovane realtà. Lo staff è accogliente e preparato. La location splendida: i pavimenti originali in cotto e le cementine, i soffitti affrescati, i tavoli e le sedie in legno di seconda mano tutti diversi tra loro, un pianoforte, un caminetto, le opere degli artisti che partecipano alle residenze artistiche e una terrazza dove speriamo di mangiare al più presto. Certo, la qualità e la cura hanno (giustamente) un prezzo, dunque aspettatevi di spendere sui 60/65€ a testa circa escluse bevande (tenete presente che solo il coperto ne vale 5 e l’acqua 4) ma, fidatevi di noi anche questa volta, non rimpiangerete di averli spesi.


La posizione piuttosto felice di questo ristorante, immerso nella campagna pavese e a soli 40 minuti da Milano, ce lo aveva fatto già valutare in più occasioni, ma finalmente, qualche weekend fa, è arrivata quella giusta. Gli spazi di Trattoria Bruscandoli (i bruscandoli sono i germogli di luppolo selvatico di cui sono disseminati i campi della zona in primavera) sono piccolini e, anche per arredamento, ricordano una casa a tutti gli effetti, con tavoli e sedie in legno, tovaglie (un miraggio, forse?) bianche ricamate, stoviglie decorate a mano e, in generale, un’aria familiare che fa stare bene, complice anche un piccolissimo cortile in cui prendere un po’ d’aria tra una portata e l’altra.
E, a proposito di portate, anche la cucina è all’insegna della genuinità e della tradizione, senza troppi voli pindarici pur con presentazioni curate e qualche concessione all’estro: il menu è relativamente corto, con diverse proposte fuori carta, da cui attingiamo a piene mani. Per cominciare, impossibile non farsi tentare dai vari salumi (culaccia su tutti), dagli asparagi sormontati da una buona dose di pancetta e dal più deludente vitello tonnato, ma anche dal piatto che da solo vale il viaggio, una deliziosa cipolla brasata con salsa pearà (la nostra nuova religione) e, anche qui, pancetta di Chiarone. A seguire, optiamo per un giro di primi, tra cui delle saporite tagliatelle al ragù di cervo e un buon risotto al taleggio con composta di pere e balsamico di Modena. A chiudere, una torta di compleanno realizzata per l’occasione, con una frolla da buttarsi per terra e una crema al caramello salato davvero sublime. Il piatto migliore? Ci dispiace sempre un po’ dirlo di un dolce, però è così.
Il servizio è giovane e molto informale, ma anche spesso distratto e ruvido, con tempi che tendono ad allungarsi. A questo si aggiungono alcune sviste evitabili, che in un ristorante – dove attenzione e cura dovrebbero essere la base – stonano più del dovuto. Il conto è corretto (dovreste riuscire a stare abbondantemente sotto ai 50€ uscendo ben pasciuti) e si beve bene (anche se i consigli sul vino si fanno attendere e, talvolta, giungono dopo le stesse pietanze).
Genova
€€


Casa Gaja, sul lungomare in zona Quinto al Mare a Genova, è uno di quei posti che da fuori rischiano di passare inosservati: insegna discreta, facciata che non promette granché. Poi entri e trovi un ambiente curato, ordinato, con un gusto più preciso e una sensazione generale di maggiore attenzione ai dettagli rispetto a molti indirizzi sul mare in città. A completare il quadro c’è esposta una cantina importante, ampia, con etichette tutt’altro che scontate (ed è chiaramente uno dei punti su cui il locale vuole distinguersi). Il vero motivo per cui, però, viene spontaneo pensare di tornarci e ritornarci volentieri, è la terrazza affacciata sul mare, perfetta per aperitivi con una vista pazzesca a fare da vera protagonista.
Noi eravamo arrivati con aspettative molto alte sulla location e più basse su tutto il resto, e invece il menu si è rivelato più che convincente. La parte dedicata all’aperitivo è molto vasta e ideale per essere condivisa soprattutto in gruppi più o meno numerosi, considerato che le porzioni si sono rivelate molto generose: teglie di farinata o focaccia al formaggio fatta in casa, da scegliere al naturale oppure da arricchire con zola, culatta o pesto, oltre a gnocco fritto e taglieri e una selezione di fritti. Per chi si ferma a cena, la proposta si allarga con piatti che spaziano dalla tradizione ligure (ad esempio pansotti alle noci e mandilli al pesto, sino a grandi classici, come il polpettone di Tossini). Noi abbiamo scelto acciughe fritte e focaccia al formaggio con culatta di culatello, accompagnando il tutto con un’ottima bottiglia di Conterno rosé.
Una menzione felice al servizio: premuroso, attento, rapido nel servire e nel seguire il tavolo, senza mai risultare invadente. L’unica nota meno convincente, proprio in relazione alla curatissima carta vini: con una cantina così importante ci saremmo aspettati un accompagnamento più preparato, con qualche consiglio in più. In ogni caso, Casa Gaja ci ha lasciato ottimi motivi per tornare: il lungomare genovese offre diversi locali con un bell’affaccio, ma qui si viene quando si cerca un ambiente leggermente più elegante, senza rinunciare a piatti golosi e ben preparati, in una location davvero notevole e con una spesa che resta ragionevole per ciò che offre (nel nostro caso, circa 30€ a testa per un aperitivo che si è rivelato essere la nostra cena, con una bottiglia in due). Ah, ricordatevi di prenotare con qualche giorno di anticipo, soprattutto con l’arrivo dell’estate!


Anche se è nascosta al secondo piano di un palazzo residenziale, l’ingresso di Trattoria Aldina sarà facile da trovare: basta seguire la lunga coda serpentina che si srotola fino all’antistante mercato coperto Albinelli (se avete tempo, fateci un salto!). È aperta solo a pranzo, domenica esclusa, e non accetta prenotazioni quindi potete solo presentarvi con solerte anticipo. Una volta superata la porta e salita la lunga scalinata vi sembrerà di entrare in un appartamento molto, molto spazioso: nata come mensa negli anni 50, negli anni 70 è diventata trattoria e da allora poco è cambiato, perlomeno nell’atmosfera.
Il menu è abbastanza breve e ruota intorno ai classici della tradizione locale: come primi piatti, abbiamo provato gli stricchetti al Lambrusco con crema di parmigiano e dei tradizionali tortellini in brodo. Già provati dalle porzioni abbondanti, di secondo abbiamo assaggiato solo il bollito misto con salsa verde e rossa e il friggione, un contorno a base di cipolle e pomodoro, delizioso! Nessuna pretesa di alta cucina ma piatti sostanziosi e dal gusto semplice. La carta dei vini è altrettanto stringata, con abbondanza di rossi tra Lambrusco e Sangiovese e pochi bianchi. Il servizio è molto veloce e altrettanto informale, ma nonostante la coda fuori dalla porta non ci è stata fatta alcuna pressione.
I primi piatti vanno dai 9€ ai 12€, i secondi dai 12€ ai 16€ e i contorni dai 4€ agli 8€. Per uscire sazi, bere escluso, non dovreste spendere più di 25€ a testa. Un sogno?


In una delle nostre numerose fughe dalla città, siamo venuti a rilassarci al Borgo Condé Wine Resort, un agriturismo nascosto tra le colline romagnole vicino a Forlì che produce anche vini e olio. All’interno della struttura ci sono due ristoranti diversi, entrambi aperti sia agli ospiti che agli esterni, che noi abbiamo ovviamente provato ambedue senza indugi.
Bistrot DiVino è il ristorante più elegante, in cui potete scegliere tra menu alla carta e menu degustazione (da 60€ o da 145€, con wine pairing a parte) che cambiano seguendo la stagionalità degli ingredienti. Vi consigliamo di scegliere questa opzione se cercate una location particolarmente raffinata, con un servizio estremamente attento e un menu con proposte creative e distanti dalla classica cucina regionale. Noi ci siamo innamorati soprattutto dei secondi, grazie a una guancia di maiale con pancetta che si scioglieva in bocca. Unico neo: le porzioni ci sono sembrate un po’ troppo piccole.
Ma il posto che ci è rimasto nel cuore è sicuramente l’Osteria Condé: qui l’atmosfera è più rilassata, complici i tavoli di legno, le pareti di pietra e il caminetto al centro della sala. Il menu ruota orgogliosamente intorno alle specialità del territorio: abbiamo assaggiato i cappelletti con ragù nostrano, deliziosi, e i cappellacci verdi con ricotta e noci ai funghi porcini, abbondanti e saporitissimi. La grigliata di maiale grigione con salsiccia, costine, pancetta e coppa è stata perfetta da dividere in due. Il servizio è caloroso e informale: bere escluso, uscirete sazi con meno di 40€ a testa.
Torino
€


Piola in dialetto piemontese significa corda, spago. In passato, nelle osterie, le bottiglie di vino venivano appese al soffitto con delle corde, ed era normale ordinare da bere chiedendo una bottiglia “dalla piola”. Capite bene perché, oggi, a Torino e dintorni questa parola sia diventata sinonimo di ristorante tradizionale. Potrete immaginare la nostra gioia quando siamo finiti per caso in questa storica piola a due passi dal Duomo, gestita da due generazioni dalla famiglia Ranzini, dopo una visita al Centro Italiano per la Fotografia (che organizza sempre mostre eccezionali!).
L’ambiente è piccolo e raccolto, con pochi tavoli che vengono anche condivisi, e il menu essenziale: oltre a taglieri e panini, trovate polpette e piattini da condividere. Quelli su cui ci siamo buttati noi, assagiando delle ottime acciughe al verde, polpette di carne, friciulin di patate e di spinaci (nient’altro che polpette schiacciate tipiche del Piemonte), peperoni al forno e una squisita giardiniera. Il servizio è veloce e un po’ spiccio ma molto gentile e l’atmosfera ospitale: un posto a cui ci affezioneremmo sicuramente se fosse sotto casa. Bere escluso, potreste uscire sazi spendendo circa 15€ a testa: con i quartini di vino che oscillano tra i 3,5€ e i 6€, comunque, l’accompagnamento alcolico non peserà troppo sul conto.


Cascina Resta è una recente apertura, a poco più di 30 minuti da Milano, di cui avevamo sentito parlare parecchio e che abbiamo finalmente provato in occasione di un compleanno. Un posto che, una volta arrivati, si è dimostrato all’altezza delle aspettative – se non addirittura capace di superarle – e che funziona particolarmente bene quando c’è qualcosa da festeggiare, tra tavolate numerose, convivialità e un’atmosfera rilassata ma curata. La location è senza dubbio uno dei suoi punti di forza: una cascina meravigliosa, con un cortile ampio e ben ombreggiato che, nelle belle giornate, invita a trattenersi e a stare seduti a lungo (è forse quesya la nostra specialità?).
Il menu cambia forma a seconda del momento: à la carte il venerdì e il sabato sera, formula lunch dal mercoledì al venerdì a pranzo, mentre nel weekend a pranzo si opta per il menu degustazione (il sabato da 3 o 5 portate, rispettivamente da 40 a 50 €; la domenica solo da 5 portate), che è stato proprio il nostro caso. Abbiamo iniziato con una tartare di manzo, arricchita da un dressing alla kombucha di ribes, senape antica e tuorlo affumicato. A seguire i primi, serviti in bis: un risotto al limone, zafferano ed erbe dell’orto, fresco, cotto perfettamente, e dal gusto ben centrato, accanto a ravioli alle erbe, più delicati. Per secondo, un codone di manzo con chimichurri di campo, accompagnato da patate sabbiate davvero memorabili e cipolla pickled. A perfetta chiusura, un sablé al cioccolato con frutti di bosco. In generale, abbiamo ritrovato una cucina equilibrata, con piatti ben eseguiti ed eleganti anche nell’impiattamento. Convince molto anche la carta vini, con una scelta concentrata sul territorio: perchè è facile andare sempre sulla Francia, più complesso, ma decisamente più interessante, restare in Lombardia e bere così bene.
Nota finale per il servizio, vera sorpresa della giornata: gentile, accorto, disponibile, presente senza mai essere invadente. In più, una piccola bottega in loco con prodotti della cascina (gin, liquori, ma anche miele, marmellate, composte, tutte rigorosamente a km 0) e un contesto che si rivela anche molto baby‑friendly, grazie agli spazi aperti e ai tanti animaletti che popolano la cascina. Ci torneremmo domani, si era capito?


Nonna Du è uno di quei posti che si raggiunge lasciandosi alle spalle la strada principale per addentrarsi tra le colline del Gavi, circondati da vigneti e campagna, con la sensazione, già all’arrivo, di essere (finalmente) altrove. Siamo a pochi minuti dal centro di Gavi, ma immersi in un contesto agricolo autentico e tranquillo.
Il pranzo scorre piacevole fin dall’inizio, con un assaggio di antipasti misti che raccontano una cucina conviviale, generosa e ben eseguita: insalata russa, tortino di carciofi, panissa di ceci e peperone con bagna cauda accompagna il tutto con sapidità e carattere. Tra i primi, i ravioli del plin in sugo d’arrosto sono l’unico passaggio che ci ha convinti meno: le porzioni, davvero abbondanti, hanno fatto sì che la pasta proseguisse la cottura, risultando un po’ troppo morbida al morso. Di tutt’altro tono il risotto con fonduta di Montebore e nocciole, eccellente per equilibrio e comfort, e la tartare di manzo, ben fatta, servita con uovo e condimenti, semplice, ma non per questo meno convincente.
Nel complesso, un pranzo molto piacevole, che con circa 40 euro a persona (vino incluso) permette di uscire dal tavolo decisamente soddisfatti. Aggiungiamo che durante la bella stagione il dehors immerso nel verde dà il meglio di sé, e a completare l’esperienza ci sono anche alcune camere in cui pernottare e una splendida piscina, perfetta per trasformare un pranzo domenicale in una vera fuga da Milano.


Ci sono posti che, col tempo, diventano una tappa fissa. Alva, proprio sulla strada tra Lecco e la Valsassina, è uno di questi: un pit stop a cui non riusciamo mai a rinunciare quando partiamo per un weekend in montagna o quando siamo di ritorno verso Milano. Più che un ristorante, è una bottega gastronomica con cucina, perfetta sia per una pausa veloce sia per fare rifornimento di tutte quelle specialità locali che ci piacciono assai.
Appena entrati si viene accolti dal profumo di griglia, salumi e formaggi, e diventa subito chiaro che sarà difficile limitarsi a un semplice assaggio. Il nostro rituale però è ormai ben consolidato: bresaola – che affettiamo da soli – con un buon bicchiere di vino; gli immancabili pizzoccheri – unti, filanti e semplicemente da urlo – insieme alla polenta taragna; e il panino con la salamella, un vero evergreen di cui facciamo sempre il bis, se non addirittura il tris.
Lo spazio all’interno è ampio e accogliente e nelle giornate di sole si può mangiare all’aperto, godendo dell’arietta fresca di montagna e dei simpatici animali che scorrazzano nei dintorni (è un posto ideale anche per chi viaggia con i bambini!). Poi, come da tradizione, prima di ripartire, è d’obbligo fare scorta di formaggi e salumi del territorio da portare a casa.
Insomma, se siete diretti in Valsassina o di ritorno da una gita sul lago di Lecco, Alva è una fermata che consigliamo senza esitazioni: tradizionale, conviviale e con rapporto qualità prezzo davvero imbattibile. Con circa 10 euro a testa si mangia e si beve più che bene. Noi lo scegliamo ogni volta e non ci ha mai delusi: una certezza assoluta!
Bergamo
€€


Vi avevamo già parlato di questo locale storico nel cuore della città alta di Bergamo. Un tempo sede di un antico monastero, poi convertito a carcere, oggi è bar, ristorante, pizzeria e progetto sociale. Il Circolino, infatti, è gestito dalla Cooperativa Città Alta, un’impresa sociale che utilizza una parte dei ricavi per realizzare progetti di natura socio-assistenziale, educativa e culturale nel territorio. Durante la stagione fredda potete accomodarvi all’interno, tra le ampie sale decorate da affreschi settecenteschi, mentre d’estate non potete assolutamente perdervi lo splendido giardino esterno riparato da un pergolato d’uva.
Il menu include sia pizze che i grandi classici della cucina bergamasca: iniziamo con un tagliere di formaggi “I bergamaschi poco noti” che includeva Torta Orobica, Regiur e Ol minadur accompagnati da marmellata di pere e pere, Gorgonzola D.O.P. naturale servito con miele millefiori. Squisiti! Abbiamo poi proseguito con i casoncelli, conditi con una profusione di pancetta che abbiamo molto apprezzato e bocconcini di manzo brasati al Valcalepio rosso Doc con polenta, abbondanti. Le preparazioni sono semplici e non particolarmente ricercate ma gustose. Il servizio è veloce e molto gentile: bere escluso dovreste riuscire a spendere senza problemi meno di 40€ e uscire sazi e felici.
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]]>Chi ha tra i 18 e i 28 anni, può valutare di partecipare al Servizio Civile Universale, facendo domanda per progetti in Lombardia, a Milano ma anche nelle altre province. I progetti durano dagli 8 ai 12 mesi e prevedono un rimborso spese mensile (e in alcuni casi anche la possibilità di certificare le competenze acquisite). Gli ambiti in cui si può prestare servizio sono i più disparati: da quello artistico-culturale a quello ambientale, dall’assistenza a persone in difficoltà alla riqualificazione urbana. Ogni anno viene pubblicato un bando a cui ci si può iscrivere, esclusivamente online: per tutti i dettagli sui requisiti e le modalità di ammissione guardate qui.









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Credit foto copertina: Hannah Busing x Unsplash
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]]>L'articolo Eventi a Milano a maggio 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.
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GLUTEN FREAKS FOOD FESTIVAL
16-17.5 |
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GASTRONOMIKA FESTIAVL
17-18.5
Teatro Franco Parenti |
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FIESTAS/ PRANZO COMUNITARIO
sab 23.5
Base |
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FESTA DEL PANE
dom 24.5
Via Padova 116 |
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FESTA DI PRIMAVERA
30-31.5
Bagni Misteriosi |
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Ecco tutti gli eventi a tema food da segnare in agenda a Milano a maggio 2026! Per iniziare, il 16 e il 17 maggio vi aspetta il Gluten Freaks Food Festival con un format street e informale interamente dedicato al gluten free. Poi, il 17 e il 18 maggio, al Teatro Franco Parenti ci sarà Gastronomika Festival con un programma che intreccia incontri, degustazioni e riflessioni sulla cultura gastronomica contemporanea.
E ancora, sabato 23 maggio da Base, non perdetevi Fiestas / Pranzo Comunitario: ad attendervi un lungo tavolo condiviso che darà il via alla giornata, tra cibo, musica e performance fino a notte inoltrata. Per concludere, domenica 24 maggio segnatevi la Festa del Pane in via Padova, tra laboratori di panificazione, incontri e vita di quartiere; e il 30 e 31 maggio, la Festa di Primavera ai Bagni Misteriosi tra teatro, musica, danza e fiori – ci sarà anche Dario con Secondarium. Senz’altro, un mese ricco di esperienze da vivere in compagnia!
ORTICOLA
7-10.5
Giardini Pubblici Idro Montanelli |
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FUORI ORTICOLA
fino al 31.5
sedi diffuse |
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FESTIVALINO
8-10.5
Nolo |
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TUTTOFOOD
11-14.5 |
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PIANO CITY MILANO
15-17.5
sedi diffuse |
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FESTIVAL DEL FUMETTO
16-17.5
Parco Esposizioni Novegro |
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MIAMI FESTIVAL
21-24.5
Idroscalo |
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FRINGEMI
22.5 AL 6.6
sedi diffuse |
info qui
Appassionati di piante, questo è uno dei momenti più interessanti dell’anno. Per iniziare, fino al 31 maggio torna Fuori Orticola, una mostra diffusa che attraversa musei, gallerie, giardini e vetrine fiorite, costruendo un vero percorso immersivo tra arte e natura; in parallelo, dal 7 al 10 maggio, i Giardini Pubblici Indro Montanelli ospitano Orticola, la storica mostra-mercato dedicata a fiori, piante rare e varietà botaniche selezionate, perfetta per chi fosse alla ricerca di un po’ di verde per l’interno e per il terrazzo di casa.
Nello stesso weekend, ci sarà uno dei nostri festival preferiti a tema libri: dall’8 al 10 maggio, infatti, torna Festivalino in zona Nolo: un piccolo festival letterario, ormai giunto alla sua quarta edizione, che negli anni è cresciuto mantenendo un tono informale e accessibile a tutti. Si parla di letteratura – ma non solo – tra incontri, ospiti, chiacchiere e momenti conviviali, in un contesto di quartiere molto piacevole e rilassato. E ancora, Milano ospita anche TuttoFood dall’11 al 14 maggio appuntamento di riferimento per il settore agroalimentare; e il Festival del Fumetto il 16 e il 17 maggio a Novegro, dedicato a fumetti, cosplay e cultura pop.
Sul fronte musicale poi, torna Piano City Milano, dal 15 al 17 maggio, con concerti diffusi in tutta la città tra spazi pubblici e privati, spaziando dalla classica alle contaminazioni contemporanee. Subito dopo, dal 21 al 24 maggio, l’Idroscalo ospita il Mi Ami Festival, tra i principali eventi della scena musicale indipendente italiana. E per concludere, dal 22 maggio al 6 giugno prende il via FringeMI, il festival diffuso di spettacolo dal vivo che coinvolge diversi quartieri della città con teatro, performance e iniziative culturali.
BAMBOO BUILDING
sab 9.5
Triennale |
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MUSICA DA CAMERETTA
dom 10.5
Base |
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LABORATORIO LA CASA LEANDRO
sab 16.5
Triennale |
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LEGGERE PER GIOCO
dom 17.5
Triennale |
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E visto che ce li chiedete sempre, ecco anche gli appuntamenti di maggio da vivere in compagnia dei più piccoli tra laboratori e attività creative. Per iniziare, sabato 9 maggio alla Triennale ci sarà Bamboo Building, un laboratorio pensato per famiglie e bambini per imparare a costruire strutture e piccoli villaggi partendo da semplici bacchette di bambù.
Domenica 10 maggio da Base torna invece Musica da Cameretta, un ciclo pensato per bambini e famiglie: ogni incontro è una piccola avventura con Gus, il riccio-musicista, per avvicinarsi alla musica classica in modo semplice e coinvolgente. Alla Triennale, infine, il 16 e 17 maggio spazio a La Casa Leandro e Leggere per Gioco, due laboratori creativi dedicati ai più piccoli che stimolano creatività e socialità.
FOMO PARTY
ven 8.5
Arci Bellezza |
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LE CANNIBALE
sab 9.5
Triennale |
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APE MILANO
9,15 e 29.5
sedi varie |
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RADIO ITALIA LIVE
ven 15.5
Piazza Duomo |
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Circolo Magnolia
MAGNOLIA OPENING PARTY
sab 16.5 |
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WE LOVE 2000
sab 16.5 |
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INDIEITALY PARTY
dom 17.5
Apollo Club |
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Base
LE CANNIBALE
sab 23.5 |
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HARDKORO POP-UP
sab 23.5 |
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EMERGENTISSIMI
sab 23.5 |
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RABII BRAHIM
sab 23.5 |
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PIANO SONIC
sab 23.5 |
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La voglia di uscire e ballare qui non manca: tra Base, Triennale, Arci Bellezza, Circolo Magnolia e Apollo Club il calendario di maggio è ricco di serate pensate per stare in pista fino a tardi. Per iniziare, sabato 23 maggio ne succedono di ogni: da Base va in scena un vero hub con Le Cannibale, Hardkoro Pop-Up, Emergentissimi, Rabii Brahim e Piano Sonic, una maratona tra elettronica, live e contaminazioni nello stesso spazio.
E ancora, il weekend parte già venerdì 8 maggio all’Arci Bellezza con Fomo Party orientato al clubbing, mentre sabato 9 maggio la Triennale ospita un altro appuntamento firmato Le Cannibale. Poi, se siete alla ricerca di un mood più open air, il 16 maggio al Circolo Magnolia c’è doppietta con Magnolia Opening Party e We Love 2000 tra nostalgia Y2K e dancefloor sfrenato, mentre venerdì 15 maggio in Piazza Duomo torna Radio Italia Live per farci scatenare sotto palco.
Mentre, nel resto del mese, Ape Milano (9, 15 e 29 maggio) torna con musica live, dj set e momenti chill in diverse location all’aperto della città. Per concludere, segnatevi Indieitaly Party il 17 maggio all’Apollo Club: vibes indie, atmosfera rilassata e pubblico giusto. Insomma, vi aspetta un mese tutto da ballare e scatenarsi!


FLUG
dom 10.5
Mosso |
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CAMALEONTE MARKET
dom 10.5
Cascina Nascosta |
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COTOLETTA VINTAGE MARKET
dom 10.5
Department 184 |
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MERCATINO DI BRERA
dom 17.5
Brera |
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MARAMAO MARKET
tutti i sabati
Tempio del Futuro Perduto |
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IL MERCATINO DEL PRINCIPE
dom 24.5
Parco Memorie Industriali |
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WUNDER MRKT
dom 24.5
Villa Visconti Borromeo Litta |
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BUONA DOMENICA MARKET
dom 24.5
Mosso |
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MERCATONE DELL’ANTIQUARIATO
dom 31.5
Naviglio Grande |
info qui
Tornano anche questo mese i mercatini vintage, di modernariato e second hand che animano la città, perfetti per chi ama spulciare tra vecchie e nuove cianfrusaglie. Per iniziare, domenica 10 maggio Mosso ospita Flug, mentre in contemporanea tra Cascina Nascosta e Department 184 si dividono Camaleonte Market e Cotoletta Vintage Market, tra selezioni ricercate e pezzi unici .
Poi, il calendario continua domenica 17 maggio con il Mercatino di Brera, ideale per una passeggiata in Brera tra bancarelle colorate e qualche acquisto vintage; e ancora, ogni sabato il Maramao Market al Tempio del Futuro Perduto resta un appuntamento fisso tra second hand, scambio e socialità.
Continuando, domenica 24 maggio vi aspetta una vera maratona: Il Mercatino del Principe, Wunder Mrkt nella cornice suggestiva di Villa Visconti Borromeo Litta e Buona Domenica Market da Mosso, perfetti mix tra vintage, design e divertimento. Per concludere il mese in grande stile, domenica 31 maggio torna il classico appuntamento con il Mercatone dell’Antiquariato sul Naviglio Grande, perfetto per spulciare tra oggetti d’epoca e mille curiosità.


PARANOIA FESTIVAL
8-9.5
Bergamo |
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TRAMAZING
15-17.5
sedi diffuse tra Venezia, Mestre e Marghera |
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FIERA DEL VINO
15-17.5
Cermenate (CO) |
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CALICI IN CORTILE
23-24.5
Piazza Martiri (AL) |
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FESTA DELLA FOCACCIA DI RECCO
dom 24.5
Recco |
info qui
Amanti delle gite fuori porta e dei festival da vivere fuori città, maggio offre diverse occasioni per cambiare aria senza allontanarsi troppo da Milano. Per iniziare, l’8 e 9 maggio torna Paranoia Festival a Bergamo, tra musica e atmosfera alternativa.
Poi, dal 15 al 17 maggio segnatevi Tramazing, il festival dedicato al tramezzino veneziano che anima diverse sedi tra Venezia, Mestre e Marghera con un format diffuso tra food e convivialità. Nello stesso weekend, spazio anche ai sapori con la Fiera del Vino a Cermenate, perfetta per chi ama lo stare insieme e le degustazioni. Sicuramente, occasioni giustissime per organizzare una fuga fuori porta tra musica, cultura e buon cibo. Nello stesso weekend, spazio anche ai sapori con la Fiera del Vino di Cermenate, perfetta per chi ama degustazioni e momenti condivisi.
Il calendario continua con Calici in Cortile il 23 e 24 maggio in Piazza Martiri (Alessandria), l’appuntamento ideale per gli appassionati di vino; e domenica 24 maggio, tappa obbligata per i focaccia lovers con la Festa della Focaccia di Recco a Recco: una giornata interamente dedicata a uno dei prodotti più iconici della tradizione ligure.
Ricordatevi anche di dare un occhio alla nostra sezione dedicata alle gite fuori porta: trovate molte idee utili per iniziare a organizzare i vostri weekend in modo semplice e mirato, anche solo per concedervi un pranzo fuori città e staccare un po’ dalla routine!


Infine, qui trovate la nostra selezione di mostre da visitare a maggio a Milano. Buoni giretti!
L'articolo Eventi a Milano a maggio 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo 5 mostre a Milano a maggio 2026 da visitare assolutamente sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>Trovate la personale di un artista australiano dedicata al rumore e quella di una giovane artista svizzera che ha utilizzato come supporto pittorico dei paraventi; un’originale retrospettiva dedicata a un notissimo artista del secolo scorso; un’esposizione che racconta lo stretto rapporto che ha legato uno dei più grandi designer italiani al Giappone e quella che mette in scena i coloratissimi dipinti su tela e carta di una talentuosa pittrice italiana. Proseguite la lettura e scoprite di più su quelle che secondo noi sono le 5 mostre a Milano a maggio 2026 da visitare assolutamente.
PAC | fino al 7 giugno 2026
ingresso: intero 8€; ridotto 6,50€


In apertura della nostra rubrica delle mostre a Milano a maggio 2026 da visitare assolutamente, troviamo la prima monografica europea dell’artista e musicista sperimentale australiano Marco Fusinato (1964), in cui vengono presentati tre progetti interconnessi e in corso da alcuni anni, che esplorano il tema del rumore. Rumore che l’artista indaga non come elemento di disturbo, bensì come materia prima della composizione, utilizzando chitarra elettrica e amplificazione di massa per improvvisare frequenze estremamente impattanti a livello fisico, capaci di trasformare lo spazio in un’esperienza sensoriale a 360°.
Protagonista è il progetto Desastres, presentato per la prima volta al Padiglione Australia della 59ª Biennale d’Arte di Venezia e riproposto al PAC in una nuova configurazione, suddivisa in due parti: da un lato la monumentale installazione-performance che combina improvvisazione sonora e un flusso visivo di immagini in bianco e nero (scattate con lo smartphone o trovate online) che scorrono veloci e in successione casuale su un grande schermo orizzontale; dall’altro una serie di dipinti serigrafici realizzati a mano che riproducono alcune delle immagini appartenenti alla libreria di Desastres. Nel primo caso si viene travolti da immagini fugaci che combinate al rumore generano nello spettatore un tumulto emotivo; nel secondo si viene invece invitati a una meditazione prolungata. Tra le immagini fisse si trova anche quella che ha dato il titolo alla mostra, in cui Fusinato ha immortalato un sottotitolo che recita “infatti la sola vera anarchia è quella del potere”.
In Galleria si trova, poi, il progetto Mass Black Implosion (iniziato nel 2007 e tuttora in corso), che riunisce una serie di disegni generati a partire da alcuni spartiti ritenuti rilevanti dall’artista per l’estensione storica del linguaggio musicale. Fusinato riproduce gli spartiti in scala 1:1, per poi tracciare delle linee che, partendo da ogni singola nota musicale, convergono in un medesimo punto, scelto arbitrariamente sulla superficie dello spartito. In questo modo viene annullata la diacronia della composizione a favore di una sincronia visiva assoluta: l’intento è quello di eseguire contemporaneamente ogni nota, generando un potente impatto sonoro. Infine, nella Project Room, si trova l’intera produzione solista di Fusinato dal 2009 a oggi, su vinili LP da 12 pollici con copertine prive di testo, caratterizzate da immagini in bianco e nero a tutta pagina.
Molto particolare e interessante: il consiglio, ovviamente, è quello di visitare la mostra durante l’orario in cui è possibile assistere all’emozionante performance dell’artista (da martedì a domenica 17-19; giovedì 20-22).
Istituto Svizzero | fino al 4 luglio 2026
ingresso: libero


Una tavola imbandita e i resti di un banchetto, una ragazza che si trucca, un’esplosione e un bacio, un’originale manicure e un selfie, Hollywood al buio e la pioggia che cade… C’è tutto questo e molto di più nella mostra I’ll Miss You When I Scroll Away (“Mi mancherai quando scrollerò oltre”), dell’artista elvetico-francese Romane de Watteville (1993) in corso presso l’Istituto Svizzero di Milano.
Per questa prima personale in Italia, de Watteville ha concepito un’accattivante installazione ambientale: un labirinto di paraventi utilizzati come superficie pittorica da entrambi i lati, attingendo dal mondo del cinema, della moda, del design e della storia dell’arte ma, sopratutto, alla quotidiana e incessante sequenza di immagini che siamo tutti abituati a scorrere sui nostri device. Immagini che scorrono talmente veloci da aver bisogno di screenshottarle per non per perderle, per ricordarle, nonostante nella maggior parte dei casi non saranno più guardate, resterando abbandonate nella nostra galleria fotografica. Questi paraventi che sembrano stories materiche dispiegate, attraggono e confondono, ci si passa in mezzo senza sapere bene dove guardare, sentendosi risucchiati nella tana del coniglio come Alice (che infatti appare sullo schermo televisivo presente in uno dei dipinti). Molto efficace.
Gió Marconi | fino al 24 giugno 2026
ingresso: libero


Ancora Man Ray? È vero; non è trascorso poi molto da quando abbiamo visitato – suggerendovi di farlo anche voi – la mostra dedicatagli da Palazzo Reale. In questa occasione, però, a essere protagonista non è la sua avanguardistica produzione fotografica, bensì il suo rapporto col linguaggio.
La fascinazione per i giochi linguistici nasce già dal cambio di nome – che da Emmanuel Radnitzky a Man Ray – operata dallo stesso artista, figlio di immigrati russi di origini ebraiche trasferitisi negli Stati Uniti: un modo per reinventare la propria identità senza cancellarla del tutto. Risulta inoltre chiarissimo nel ciclo di disegni Alphabet for Adults, che apre la mostra, in cui ogni disegno presenta una lettera associata all’immagine di una parola che comincia con quella lettera, non sempre in modo didascalico: la R, per esempio, corrisponde alla parola Regret ed è accompagnata dall’illustrazione di una coppa di champagne.
M for Dictionary è suddivisa in cinque sezioni: The Alphabet, Light Writing, Body Language, Objectives e Mathematical Objects. Al piano inferiore, inoltre, si trova un secondo allestimento – intitolato In Other Words – in cui vengono raccolte le opere di artisti contemporanei rappresentati dalla galleria Gió Marconi (Alex Da Corte, Simon Fujiwara, Wade Guyton, Allison Katz e Tani Shani) la cui attenzione al linguaggio come condizione imprescindibile della creazione visiva e materiale, si collega all’eredità di Man Ray.
Fondazione Vico Magistretti | fino al 25 febbraio 2027
ingresso: 5€ (compreso di visita guidata. Da prenotare sul sito)


La quarta delle mostre a Milano a maggio 2026 che vi consigliamo di visitare a maggio (ma avete parecchio tempo per farlo, in realtà, dato che durerà fino al prossimo febbraio) è quella che mette in relazione Vico Magistretti e il Giappone, in corso presso la Fondazione omonima.
Sin dagli esordi, il lavoro di Magistretti presenta forti rimandi alla cultura e all’estetica giapponese, che si palesano nei nomi conferiti ad alcuni prodotti (il letto Kobe, la lampada Nara, il Tavolo Caori e l’armadio Sato, per esempio); in chiare assonanze visive con oggetti e architetture nipponiche (come i ventagli rigidi da cui prende spunto per progettare la lampada Nara, i tatami, i pannelli divisori di carta a cui fa riferimento l’armadio Sato e così via) e in concetti estetici che risuonano continuamente nel suo approccio progettuale, tra cui wa (la bellezza dell’armonia e dell’equilibrio tra forma, funzione, spazio e materiali), iro (il senso del colore) e iki (la capacità di coniugare grazia e spontaneità).
Magistretti, oltretutto, si recò in Giappone a più riprese, realizzando anche due negozi (a Tokyo e Osaka) per Cerruti 1881 e una villa urbana per Shozo Tanimoto. A essere esposti sono bellissimi modellini di arredi creati da Magistretti – di cui alcuni mai andati in produzione – realizzati dagli studenti di ECAL (École cantonale d’art de Lausanne) e disegni commissionati per l’occasione allo studio Dogma di Bruxelles. In caso vi mancasse già l’appena conclusa Milano Design Week…
Antonini / Palazzo Borromeo | fino al 30 giugno 2026
ingresso: libero su appuntamento


Lo studio legale LCA e Antonini Milano presentano a Palazzo Borromeo l’intervento site-specific di Giulia Mangoni, che ha completamente ricoperto una parete di variopinti disegni raffiguranti animali, icone religiose, corpi e motivi botanici. Al centro di questa fitta installazione si trova il bellissimo dipinto intitolato Transumanza al Mercato; sulle altre pareti un trittico di dipinti di piccole dimensioni e altre due tele. Non c’è molto altro da dire ma c’è parecchio da osservare: un’operazione di grandissimo impatto che ci è piaciuta davvero molto.
Nella sala che precede la mostra, inoltre, è possibile ammirare anche alcune preziose creazioni del brand di gioielli Antonini Milano all’interno di teche arricchite dalla presenza di libri pop-up dell’artista cinese Yansu Wang. L’ingresso è gratuito ma previo appuntamento, che potete comodamente prendere sull’apposita pagina del sito di Antonini che vi abbiamo linkato sopra.
Triennale fino al 4 ottobre 2026
Museo Bagatti Valsecchi fino al 2 agosto 2026
Palazzo Reale fino al 14 giugno 2026
Palazzo Reale fino al 27 settembre 2026
Palazzo Reale | Museo del Novecento fino al 21 giugno 2026
Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026
Fondazione Prada fino al 9 novembre 2026
Galleria Fumagalli fino al 29 maggio 2026
Fondazione Achille Castiglioni fino al 27 maggio 2026
Palazzo Citterio fino al 26 luglio 2026
Pirelli Hangar Bicocca fino al 19 luglio 2026
M77 fino al 16 maggio 2026
Pirelli Hangar Bicocca fino al 26 luglio 2026
GAM fino al 28 giugno 2026
Consonni Radziszewski fino al 30 maggio 2026
10 A.M. Gallery fino al 8 maggio 2026
Cassina Projects fino al 29 maggio 2026
Francesca Minini fino al 9 maggio 2026
French Place fino al 28 giugno 2026
Osart Gallery fino al 27 giugno 2026
Ica fino al 23 maggio 2026
Ica fino 10 luglio 2026
Palazzo Morando fino al 27 settembre 2026
Fondazione Prada fino al 28 settembre 2026
ArtNoble fino al 12 giugno 2026
Kaufmann-Repetto fino al 21 maggio 2026
Matta fino al 12 settembre 2026
The Flat Massimo Carasi (nuova sede!) fino al 9 giugno 2026
Galleria Giovanni Bonelli (nuova sede!) fino al 13 giugno 2026
Lia Rumma fino al 24 luglio 2026
Triennale fino al 6 settembre 2026Sei appassionato di arte e cultura? Dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata!
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Il tema che animerà il distretto delle 5 Vie – ossia quello compreso tra Sant’Ambrogio, le Colonne di San Lorenzo, Corso Magenta e Conciliazione – è Qualia of Things; un invito a concepire il design non solo come forma e funzione ma anche come esperienza sensoriale. I Qualia – in ambito filosofico – indicano infatti gli aspetti soggettivi della percezione individuale, ciò che si prova quando si esperisce qualcosa.



Anche fuori distretto – nei dintorni di Duomo, San Babila e il Quadrilatero della Moda – ci sarà parecchio da vedere in questo Fuorisalone 2026.




Il Fuorisalone di Brera Design District sarà anche quest’anno uno dei più densi di mostre e installazioni da non perdere; tanto che, per agevolare i flussi di visitatori, è stato creato il Fuorisalone.it Passport: una sola registrazione permetterà di accedere a tantissimi eventi, mostrando il QR code sulla propria app.




Ci ha messo davvero poco Porta Venezia Design District (lanciato durante l’edizione 2023 del Fuorisalone) a diventare uno dei distretti più vivaci della Milano Design Week. Quest’anno, oltretutto, si è decisamente allargato, includendo anche location in zona Loreto e Città Studi.





Sono lontani i tempi in cui Tortona era il centro nevralgico del Fuorisalone ma, anche in questa zona, abbiamo selezionato un po’ di appuntamenti interessanti per voi.


Pensavate fosse finita qui? Assolutamente no! Ci sono tanti altre progetti, mostre, eventi e installazioni che andranno in scena al di fuori dei distretti più battuti del Fuorisalone 2026.






Che Fuorisalone sarebbe senza un po’ di feste, serate danzanti e appuntamenti musicali? Qui trovate una selezione di eventi che animeranno la nightlife della Milano Design Week.

Ci saranno anche tantissimi eventi e pop-up restaurant che vedranno convergere food&beverage e design.




Avete altri consigli su cosa visitare in questo Fuorisalone 2026?
Il Fuorisalone 2026 di Conosco un posto è powered by Caudalie, Haier, Isdin e Kikkoman.
L'articolo Fuorisalone 2026: guida a mostre, eventi, feste e pop-up della Milano Design Week sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo Eventi a Milano ad aprile 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>La primavera è finalmente arrivata e Milano torna a farsi vivere in tutto il suo splendore: più luce, più energia e mille occasioni per uscire e godersi la città. Aprile è uno di quei mesi in cui succede davvero di tutto, tra quartieri che si animano, eventi all’aperto e quella voglia irresistibile di stare fuori il più possibile. Tra mercatini, sagre, l’attesissima Milano Design Week con il Fuorisalone e mille serate per ballare, il calendario di questo mese è più ricco che mai. Ecco tutti gli eventi a Milano ad aprile 2026 da segnare subito in agenda!


FIORI E SAPORI SUL NAVIGLIO
dom 13.4
Naviglio Grande |
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FLORA ET DECORA
17-19.4
Basilica di Sant’Ambrogio |
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DANZA PER TUTTI
dom 12.4
Base |
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MIART
17-19.4
Allianz MiCo Milano Congressi |
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ZIP! COMICS FEST
18-19.4
Piazzale Giulio Cesare |
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MILANO DESIGN WEEK
20-26.4
sedi varie |
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Ecco tutti gli eventi da segnare in agenda alla voce “week e festival” ad aprile 2026! Per iniziare, per gli amanti della danza, domenica 12 torna la Milano Dancing City con l’evento Danza Per Tutti: un progetto che porta la danza fuori dai luoghi convenzionali rendendola accessibile tra gioco, ascolto e condivisione.
Con l’arrivo della bella stagione tornano anche i due appuntamenti perfetti per gli amanti del verde: domenica 13 aprile lungo il Naviglio Grande ci sarà Fiori e Sapori sul Naviglio, tra fiori, piante e specialità enogastronomiche da tutta la penisola; mentre dal 17 al 19 aprile, presso la Basilica di Sant’Ambrogio torna Flora et Decora, la mostra-mercato dedicata a fiori e piante, decorazioni per esterni, tessuti, profumi, gioielli e prodotti tipici. Certamente due occasioni perfette se come noi amate le passeggiate domenicali e l’acquisto compulsivo di piante!
Sempre dal 17 al 19 aprile, spazio anche all’arte con Miart all’Allianz MiCo, la fiera internazionale che riunisce gallerie e artisti da tutto il mondo tra moderno e contemporaneo. E ancora, il 18 e 19 aprile segnatevi Zip! Comics Fest, tra fumetti, illustrazione e tanta cultura pop.
Poi, dal 20 al 26 aprile, Milano entra nel vivo con la Milano Design Week e il Fuorisalone: un’intera settimana in cui la città si trasforma in un grande palcoscenico creativo tra installazioni, mostre, pop-up, eventi e party diffusi nelle location più disparate. Il tema di questa edizione è “Essere Progetto”, un invito a ripensare il design come processo dinamico, capace di connettere persone, idee e mondi e a breve arriverà, ovviamente, anche la nostra “Bibbia”, per orientarsi al meglio tra le mille cose da fare! Sicuramente, l’evento clou della primavera milanese soprattutto per chi, come noi, lo vive (e sopravvive
! ) da anni.
HI-FI WEEKENDS
3-4,11.4
Bluesquare |
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PASQUETTA IN CASCINA
lun 6.4
Cascina Torrette |
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SOUL SOUND
sab 11.4
Pavilion Fuorimano |
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LE CANNIBALE
sab 11.4
Voce Triennale |
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KARMADROME
ven 17.4
Arci Bellezza |
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FREQUENCY
sab 18.4
Santeria Toscana 31 |
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DANCE MDW26
sab 25.4
Tunnel Club |
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Ecco tutte le serate per ballare da segnare in agenda a Milano ad aprile 2026, tra live, elettronica e clubbing diffuso in tutta la città. Per iniziare, il 3,4 e 11 aprile tornano gli Hi-Fi Weekends al Bluesquare per farci ballare tra groove e ottime selezioni musicali; mentre lunedì 6 aprile si cambia atmosfera con Pasquetta in Cascina alle Cascine Torrette: vi aspettano un picnic condiviso, giochi, dj set e una giornata all’aperto all’insegna della convivialità.
E ancora, sabato 11 aprile c’è Soul Sound al Pavilion Fuorimano, per una serata dedicata al soul dagli anni 60 a oggi; e contemporaneamente Le Cannibale torna a Voce Triennale, tra elettronica internazionale e club culture. Poi, venerdì 17 segnatevi Karmadrome all’Arci Bellezza: una storica serata indie-disco milanese tra new wave, post-punk e alternative; mentre sabato 18 aprile, l’appuntamento è con Frequency alla Santeria Toscana 31 per un dj set fino a tardi. Per concludere, sabato 25 aprile si terrà Dance MDW26 al Tunnel Club, perfetto per salutare con energia la Design Week tra elettronica e vibrazioni notturne.


MERCATINO DI BRERA
dom 5.4
Brera |
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MARAMAO VINTAGE MARKET
ogni sabato
Tempio del Futuro Perduto |
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FIERA DI SINIGAGLIA
ogni sabato
Naviglio Grande |
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CAMALEONTE MARKET
11-12.4
Cascina Nascosta |
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FLUG MARKET
dom 12.4
Mosso |
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WUNDER MARKT
dom 12.4
Spirit De Milan |
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BUONA DOMENICA MARKET
dom 26.4
Mosso |
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MERCATONE DELL’ANTIQUARIATO
dom 26.4
Naviglio Grande |
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Anche questo mese abbiamo raccolto per voi una selezione di appuntamenti imperdibili tra mercatini, vintage market e pop up sparsi per tutta la città! Per iniziare, sabato 11 e domenica 12 aprile, torna il Camaleonte Market alla Cascina; sempre domenica 12, Wunder Mrkt e Flug Market animano rispettivamente lo Spirit De Milan e Mosso, tra design, second hand, musica e street food. Certamente, ce n’è davvero per tutti i gusti!
E ancora, per tutto il mese continuano gli appuntamenti fissi del sabato con la Fiera di Sinigaglia lungo il Naviglio Grande, ideale per spulciare tra capi vintage a prezzi superlativi; e con il Maramao Vintage Market al Tempio del Futuro Perduto, tra pezzi unici, vintage e atmosfera molto milanese. Poi, domenica 5 aprile torna anche il Mercatino di Brera, perfetto per perdersi in uno dei quartieri più iconici della città, tra bancarelle senza tempo e oggetti bizzarri. Per concludere, domenica 26 aprile vi aspetta un doppio appuntamento con il Buona Domenica Market da Mosso e l’immancabile Mercatone dell’Antiquariato sul Naviglio Grande, per una giornata tra scorci romantici, buona musica, capi vintage e second hand. Insomma, segnateveli tutti in agenda!
VINIVERI
10-12.4
Cerea (VR) |
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SAGRA DEL SALAMINO
domenica 12.4
Moncestino (AL) |
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VINITALY
12-15.4
Fiera Verona (VR) |
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VINUM
25-26.4 e 1-3.5
Alba (CN) |
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SAGRA DELLE RANE
dal 24.4 al 2.5
San Ponso (TO) |
info qui
Se con la bella stagione cresce la voglia di uscire da Milano, anche solo per una giornata, questi appuntamenti enogastronomici fanno proprio al caso vostro! Per iniziare, dal 10 al 12 aprile a Cerea torna ViniVeri, la storica manifestazione dedicata ai vini naturali e alle produzioni artigianali, ideale per degustazioni e incontri con i produttori. Poi, dal 12 al 15 aprile, Verona ospita il Vinitaly, sicuramente tra gli eventi di riferimento a livello internazionale per il mondo del vino, con centinaia di cantine, degustazioni e appuntamenti interessanti (ps: Fermatevi qui per dei cicchetti a regola d’arte!).
E ancora, sempre in tema vino segnatevi Vinum, che animerà Alba nei weekend del 25-26 aprile e 1-3 maggio tra degustazioni e eccellenze delle Langhe. E per chi, invece, preferisce atmosfere più tradizionali, domenica 12 aprile a Moncestino si tiene la Sagra del Salamino; mentre dal 24 aprile al 2 maggio a San Ponso torna la storica Sagra delle Rane. Insomma, tra specialità locali, vini interessanti e l’autenticità che rende le sagre di paese sempre irresistibili, questo mese avrete un sacco di ottime scuse per pianificare una fuga fuori porta.


Infine, qui trovate la nostra selezione di mostre da visitare ad aprile a Milano. Buoni giretti!
L'articolo Eventi a Milano ad aprile 2026: cosa, dove e quando sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>L'articolo 5 mostre a Milano ad aprile 2026 da visitare assolutamente sembra essere il primo su Conosco un posto.
]]>A essere raccontate più approfonditamente, questo mese, sono invece la monografica dedicata a un grande architetto e designer (ma anche un po’ filosofo) italiano; la personale di un artista italo-francese che lavora il metallo; la retrospettiva che celebra la carriera di un’eccellente fotografa; l’esposizione che vede le opere di un artista futurista inserite all’interno di una delle più affascinanti case museo della città e, infine, quella che celebra un movimento artistico italiano rivoluzionario.
Ecco a voi le 5 mostre a Milano ad aprile 2026 da visitare assolutamente!
Triennale | fino al 4 ottobre 2026
ingresso: intero 14€; ridotto da 9,50€ a 6€


Come inaugurare al meglio la nostra rubrica di mostre a Milano ad aprile 2026, se non con quella dedicata a un architetto, designer, curatore, professore e brillante pensatore quale è stato Andrea Branzi? D’altronde, aprile è anche il mese in cui la nostra città viene letteralmente pervasa dal design, grazie al Salone del Mobile e al Fuorisalone.
Il progetto espositivo della grande monografica presentata da Triennale e Fondation Cartier pour l’art contemporain e raccontata attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese Toyo Ito (amico di lunga data e coautore di numerosi progetti), è stata concepita come un “flusso ininterrotto” atto a sottolineare la permanenza in un “presente continuo” di opere e filosofia di Branzi.
Attraverso più di 400 opere – tra cui oggetti di piccole e grandi dimensioni, installazioni ambientali, disegni, modellini, video e documenti d’archivio – la mostra racconta le sperimentazioni radicali progettate dal giovane Branzi a Firenze con Archizoom Associati, ma anche le esperienze con Studio Alchimia e Memphis, nonché l’approccio antropologico (e filosofico) che in generale ha contraddistinto il suo lavoro. Una di quelle mostre da cui si esce arricchiti e profondamente ispirati.
Romero Paprocki | fino al 9 maggio 2026
ingresso: libero


Ebbene sì, anche questo mese (lo scorso era stato il turno di Upsilon Gallery) abbiamo una novità di cui parlarvi; ossia l’ultima (bellissima) galleria d’arte approdata in città in zona Lazzaretto: Romero Paprocki.
Concepita inizialmente come piattaforma espositiva itinerante e successivamente stabilitasi a Parigi con la sua prima sede, la galleria fondata nel 2021 da Guido Romero Pierini e Tristan Paprocki si è affermata come spazio di ricerca e produzione dedicato al sostegno degli artisti emergenti.
A inaugurare la sede milanese – ampia e luminosa, scaldata da pareti con mattoni a vista e provvista di ben cinque vetrine su strada – è la personale dell’artista italo-francese Matisse Mesnil (1989), intitolata Sutura.
A essere esposti sono per lo più lavori in metallo – materiale che l’artista ritiene più affine alle sue esigenze di sperimentazione tecnica e metodologica – ma non solo: la galleria, infatti, ha avviato una collaborazione con la stamperia Gate 44 con l’idea di sviluppare progetti editoriali e di residenza artistica, a cui viene dedicato uno spazio specifico all’interno dello spazio espositivo. In questo caso Mesnil ha prodotto una serie di opere su carta, applicando ripetutamente strati di pittura per mezzo di una lastra. Da non perdere!
Viasaterna | fino al 19 aprile 2026
ingresso: libero


Ci sono fotografi uomini a cui viene dedicato un numero spropositato di mostre e ci sono fotografe donne delle quali – pur non avendo nulla da invidiare ai primi -, invece, non si è nemmeno mai sentito parlare, probabilmente. È ingiusto, sì. Ma, per fortuna, ci sono anche gallerie d’arte come Viasaterna, pronte a omaggiarle a dovere.
Per questa ragione, tra le mostre a Milano ad aprile 2026 che vi consigliamo caldamente di visitare, c’è anche quella dedicata alla romana Elisabetta Catalano (1944-2015), che inaugurò la sua carriera fotografica niente meno che sul set di 8 e ½ di Federico Fellini, nel 1962.
I set cinematografici furono senz’altro tra gli ambienti che preferì frequentare e in cui scattò alcune delle più belle e iconiche immagini (come il ritratto dei tre protagonisti de Il giardino dei Finzi Contini o quella di Sharon Tate e Roman Polanski immortalati su una slitta nella neve), ma anche la moda e il mondo dell’arte furono ambienti che la ispirarono e con cui ebbe a che fare soventemente. Il rapporto col compagno di vita Fabio Mauri, infatti, la introdusse nel mondo della performance artistica, mentre nel 1971 lavorò a New York per Vogue America e a Parigi per Vogue France.
Fu però il ritratto puro il suo ambito professionale d’elezione, come testimoniano scatti intensi e raffinati come quello scattato a Claudia Cardinale di spalle o a Monica Vitti, che esplode in una bellissima risata mentre posa appoggiata al parapetto di una terrazza sul mare.
Museo Bagatti Valsecchi | fino al 2 agosto 2026
ingresso: intero 14€; ridotto 10€


Soprattutto se non avete ancora mai fatto visita a una delle case museo più spettacolari di Milano, vi suggeriamo di far visita alla mostra Depero Space to Space in corso presso il Museo Bagatti Valsecchi, nel cuore del Quadrilatero della Moda.
Concepire e abitare spazi sospesi tra antico e contemporaneo: è questo che accomuna i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi e il futurista Fortunato Depero. I primi, negli anni 80 del XIX secolo, arredarono la propria dimora in pieno stile tardo rinascimentale; il secondo, invece, negli anni 50 del secolo scorso scelse proprio un edificio cinquecentesco per raccogliere le proprie opere e fondare la Casa d’Arte Futurista di Rovereto.
Non tutti apprezzano le esposizioni che prevedono l’inserimento di opere moderne o contemporanee in ambienti così caratterizzati e, stilisticamente parlando, radicalmente in contrasto con esse. Noi, al contrario, troviamo il più delle volte questo tipo di operazioni molto interessanti e per questo vi consigliamo di non perdere questa occasione.
Palazzo Reale | fino al 14 giugno 2026
ingresso: intero 15€; ridotto da 13€ a 10€


Innovatori e rivoluzionari, si sa, devono spesso attendere a lungo per essere finalmente riconosciuti, capiti, apprezzati. Rompere le regole e sfidare i canoni ufficiali, d’altra parte, non è cosa da poco.
Così è avvenuto anche per il movimento dei Macchiaioli – rimasto incompreso dai contemporanei e rivalutato solo successivamente, tra le due grandi guerre – a cui finalmente viene dedicata una grande mostra a Palazzo Reale, frutto dei più recenti studi compiuti dai tre massimi esperti italiani del movimento: Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca.
È anche grazie ai Macchiaioli, infatti, che il nostro Paese ha costruito radici culturali comuni e un’identità nazionale.
La mostra intende dunque ricostruire attraverso 9 sezioni la loro storia, coprendo l’arco temporale compreso tra il 1848 e il 1873 (anno della morte di Giuseppe Mazzini) e raccontando l’esperimento nazionale che animò questo gruppo di artisti colti e illuminati, che si riconobbero tanto nelle idee mazziniane quanto in quelle positiviste, e che combatterono determinatamente per ricollegare l’arte alla realtà, dipingendo all’aria aperta e scegliendo la vita vera, quotidiana, come orizzonte artistico.
Un gruppo all’interno del quale – nonostante l’unione di idee e della “macchia”, tecnica pittorica innovativa che li contraddistinse – i singoli seppero mantenere, come ben emerge dall’accostamento delle loro opere, la propria individualità.
Palazzo Reale | Palazzo Citterio | Museo del Novecento | Gallerie d’Italia fino al 21 giugno 2026
Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026
Fondazione Prada fino al 9 novembre 2026
Galleria Fumagalli fino al 29 maggio 2026
Armani Silos fino al 3 maggio 2026
Pinacoteca di Brera fino al 3 maggio 2026
Fondazione Achille Castiglioni fino al 27 maggio 2026
Galleria Frittelli Rizzo fino al 19 aprile 2026
Pirelli Hangar Bicocca fino al 26 luglio 2026
Consonni Radziszewski fino al 30 maggio 2026
10 A.M. Gallery fino al 8 maggio 2026
Fondazione Galleria Milano fino al 18 aprile 2026
Palazzo Borromeo fino al 30 maggio 2026
Cassina Projects fino al 29 maggio 2026
Francesca Minini fino al 9 maggio 2026
French Place fino al 19 aprile 2026
Osart Gallery fino al 27 giugno 2026
Spazio MU.RO fino al 19 aprile 2026
Ica fino al 23 maggio 2026
PAC fino al 7 giugno 2026
Fabbrica del Vapore fino al 13 aprile 2026
Viasaterna fino al 19 aprile 2026
Museo Bagatti Valsecchi fino al 2 agosto 2026
Ordet fino al 11 aprile 2026
Palazzo Morando fino al 27 settembre 2026
Museo Teatrale alla Scala fino al 3 maggio 2026
Gió Marconi dal 11 aprile al 24 luglio 2026
Fondazione Prada dal 8 aprile al 28 settembre 2026
ArtNoble dal 9 aprile fino al 12 giugno 2026
Palazzo Borromeo dal 16 aprile al 30 giugno 2026
Kaufmann-Repetto dal 15 aprile al 21 maggio 2026
Upsilon Gallery dal 1 al 17 aprile 2026
Palazzo Galbani dal 18 al 21 aprile 2026
Allianz MiCo dal 17 al 19 aprile 2026
BiM dal 14 al 25 aprile 2026
Istituto Svizzero dal 15 aprile al 4 luglio 2026
Ica dal 15 aprile al 10 luglio 2026
Matta dal 13 aprile al 12 settembre 2026Sei appassionato di arte e cultura? Dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata!
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